In The Unde De Faber

Battista Dagnino, voce, chitarra, bouzouki, armonica Gerardo Ferrara, voce, percussioni, Diego Deiana, violino, mandolino.
In questo viaggio si incrociano e si intrecciano molteplici e diversi linguaggi poetico-musicali che danno vita ad una sorta di “narrazione sonora”, tra intrecci di citazioni (la voce “errante” di Gerardo Ferrara) e nuovi sviluppi melodici (riadattati sulle “correnti delle musiche mediterranee) sulla linea di confine della musica di tradizione popolare e quella d’autore (qui emerge la vena compositiva e il dialetto Tabarkino di Battista Dagnino), sempre in linea con l’impegno civile e l’accorata partecipazione alle tematiche sociali dettate dal tempo che stiamo attraversando, per solcare rotte diverse e scoprire nuovi fondali, per sancire la portata altissima del pensiero “deandreiano” e sottolinearne “l’urgenza”.

La poetica di De Andrè, la sua visione sociale e la ricchezza delle sue considerazioni emergono nitide e forti nella rilettura puntuale ed originale del progetto, lasciando trasparire un’esigenza di ricordare e ribadire il messaggio di Faber, ripercorrendone temi, genti, storie, luoghi e suggestioni. Le metriche di un canto antico e sempre sorprendentemente attuale, inconfutabilmente contemporaneo, specchio di ideali e disillusioni di un artista profondamente immerso nel suo tempo, voce degli ultimi e inventore di favole allegre e tristi, lucide visioni e mirabili poesie in musica che toccano la mente e il cuore. Intrecciando versi del cantautore genovese e storie d’attualità, ripercorrendone il pensiero e l’ispirazione per trasfigurarli in melodia e racconto, canto di festa e di lotta. Il lavoro è poi arricchito da un progetto di arte visiva curato da Cristina Mura, che raccoglie immagini, arti grafiche e dipinti ispirati a De Andrè , alle sue storie e alle sue “anime salve”, alla sua visione sociale e al suo pensiero libertario.