Mutuo Soccorso Casteddu

“Abbiamo cercato di andare nelle botteghe, nei panifici, nei mercati per recuperare quelli che erano ortaggi, pesci, carne e pane ancora buoni, ma che non sarebbero potuti entrare nella circolazione del mercato. Non sono esclusivamente merci ma beni di consumo per la sopravvivenza di tanti.”

Ci incontriamo al mercato popolare, uno dei tanti posti che questa squadra potentissima visita per recuperare il cibo da distribuire a chi ne ha bisogno.

Io e Davide arriviamo un pò prima per scattare qua e la. Non mi sento molto a mio agio, la maggior parte non sembra apprezzare le foto e la nostra attrezzatura stride come la panna nella carbonara. Come arrivano i ragazzi del Mutuo Soccorso Casteddu cambia tutto.

I commercianti dipingono sulle loro facce sorrisi ed empatia, gli sguardi diffidenti diventano braccia tese con cassette colme di cibi. E’ evidente come il Mutuo Soccorso abbia fatto un lavoro immenso con i commercianti, creando una piccola (neanche troppo) comunità cittadina dedita all’aiuto del prossimo e felice di farlo. Voliamo tra un bancone e l’altro a colpi di “beni innoi piciocchedda, gastia!” o “la ghi tengu puru custa cascitta”. Sorrisi, abbracci e ringraziamenti. In poco tempo tutto il cibo viene caricato sulla macchina e si torna alla base: Su Tzirculu, promotore di questa bella iniziativa.

“Sono arrivata qua e ho visto che c’era una movida, un’altra movida, più efficiente per la società, una movida di persone giovani e adulte, che stavano lavorando qua per far arrivare i beni di prima necessità”

Alla base c’è un fermento contagioso. Tante persone tutte diverse tra loro che si muovono in armonia. Chi al telefono risponde alle chiamate delle famiglie in difficoltà, chi si occupa della logistica, chi prepara le cassette con i beni di prima necessità (Tra cui spesso vengono messi anche libri recuperati), chi si appresta per le consegne e così via. Qui Incontriamo Mattia e Nassila.

Nassila svolge il suo dottorato tra la Sardegna e l’Algeria. Nel Mutuo Soccorso si occupa principalmente delle chiamate e della logistica. Ha sentito il bisogno di restituire qualcosa alle persone che l’hanno accolta calorosamente. Ci racconta del primo giorno di volontariato, dell’emozione fortissima che provò vedendo tutta quella gente operosa che sacrificava il suo tempo per aiutare veramente il prossimo. Si vede dal suo sorriso che tutta la fatica per aiutare gli altri è stata ben ripagata.

Mattia è uno studente universitario acuto e profondo, e qua si occupa principalmente delle consegne. I suoi studi lo portano a individuare i nodi e le problematiche paradossali del sistema. Con l’impegno prova a risolvere questi problemi, mettendoci tempo e sudore. Ci racconta di quando consegnò dei beni di prima necessità a un uomo operato di tumore e in chemioterapia; la dieta data dai medici era contrastante, gli imponeva anche della carne che lui non poteva permettersi, ovviamente. Fu un momento forte, ci dice Mattia, rivisse un male ben conosciuto che portò via anche sua madre. Ma l’emozione più violenta, la provò per quella contraddizione.

Nassila, Mattia e tutte le persone che lavorano a questo progetto vedono le innumerevoli contraddizioni della nostra società e cercano di risolvere, facendosi un culo tanto.

Vi assicuro che è difficile descrivere tutte le emozioni che abbiamo provato durante questo servizio. Finiamo l’intervista con degli abbracci.

Le loro iniziative non finiscono qua. Presto si occuperanno di dare vestiti a chi ne ha bisogno ed è già in funzione la Scuola Popolare, per aiutare gli studenti che hanno trovato più difficoltà durante questo periodo Covid.

Se volete farvi contagiare dal loro impegno sociale e tenervi aggiornati sulle loro iniziative cliccate qua sotto!

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